Castenaso, terra dove si vive bene. Lo sapevano anche i villanoviani

Castro Castenacj, Castenasio, Castenaxe sono i nomi con cui Castenaso fece la sua comparsa nei primi documenti medievali che facevano riferimento a quell’area di pianura bolognese, accanto alla via San Vitale, tagliata in due dal torrente Idice. Sembra accertato che l’origine del nome risalga all’epoca romana: in quel fazzoletto di terra stabilì infatti il suo accampamento il console romano Scipione Nasica, durante la guerra contro i Galli. Da Castrum Nasicae (cioè accampamento di Nasica, in latino) sarebbe poi derivato l’attuale toponimo Castenaso.
Quando c’erano i villanoviani
I romani non furono però i primi a insediarsi da queste parti. Una popolazione precedente aveva trovato casa qui e si era sviluppata già nell’età del ferro. Castenaso, o forse meglio dire la sua frazione di Villanova, è entrata nei libri di storia per essere il luogo dove sono state rinvenute le prime tracce della civiltà villanoviana. Avvenne verso la metà dell’Ottocento, quando il conte Giovanni Gozzadini, che lì possedeva una grande villa padronale, scavando nei campi intorno alla ricca dimora scoprì numerose tombe antiche. In prima battuta il nobile bolognese, che era uno storico e archeologo, attribuì la necropoli all’opera degli etruschi ma studi più approfonditi permisero di comprendere che ci si trovava di fronte a resti risalenti a un periodo tra il IX e il VI secolo avanti Cristo. I primi abitanti di Castenaso e dintorni non furono quindi etruschi ma i loro antenati villanoviani.
I Romani e la centuriazione
I Romani lasciarono poi sul territorio tracce ancora oggi riconoscibili, come la centuriazione agraria, quasi perfettamente leggibile nella suddivisione ortogonale dei campi che al tempo venivano assegnati ai coloni, ma anche nei fossi di scolo che restano a testimonianza degli antichi “cardines” e “decumani”. La campagna a sinistra dell’Idice allora faceva parte dell’ager Bononiensis, mentre quella a est del torrente apparteneva all’ager Claternatae, cioè al municipium di Claterna, località nei pressi di Ozzano.
Barbari, selve e alluvioni nel Medioevo
Il Medioevo portò secoli in cui l’ordine dei campi e le bonifiche romane divennero solo un lontano ricordo. Il paesaggio allora si presentava molto diverso da quello a cui siamo abituati oggi. L’Italia padana mille anni fa vedeva infatti le campagne abbandonate a causa delle invasioni barbariche, per cui predominavano boschi e selve, terreni incolti e acquitrini causati dai frequenti straripamenti dei corsi d’acqua che non venivano più curati da nessuno. A Castenaso per lunghissimi anni restarono solo case coloniche sparse sul territorio e alcuni piccoli nuclei abitati che sono in parte sopravvissuti fino ad oggi, come le frazioni del Comune (Villanova, Fiesso e Marano) o le località di Cà Moratti, Case Bianche, Chiesa di Villanova, Damiani, Fossamarcia, Grazie, Madonna, Palazzo, Pedagna, Torre e Veduro.
Le splendide ville padronali poi la nascita del Comune
La zona fu a lungo poco popolata, tanto che ancora nel Settecento a Castenaso si contavano circa 500 abitanti. L’insediamento rurale era costituito da ville padronali, alcune delle quali sontuose come appunto quella della famiglia Gozzadini, quella del conte polacco Grabinsky o la Pederzana, quasi tutte gestite generalmente da mezzadri. Solo a partire dalla fine dell’Ottocento Castenaso iniziò ad acquisire una propria identità politica e sociale: si costituì il Comune, furono create le prime associazioni culturali e sindacali, i movimenti politici socialisti e cattolici e le prime cooperative dei lavoratori, come quella dell’escavazione della ghiaia dell’Idice o quella del polverificio Baschieri e Pellagri di Marano. Nel 1902 fu anche fondata la Cassa rurale di Castenaso, voluta dalla diocesi di Bologna contro il degrado sociale che imperversava nelle campagne.
Negli ultimi 40 anni il grande sviluppo urbanistico
La seconda guerra mondiale segnò profondamente il paese, che fu quasi completamente distrutto da un bombardamento nel 1945. L’agricoltura è sempre stata florida, con le colture dei cereali, foraggi, legumi e canapa tra le prevalenti. Dal secondo dopoguerra è iniziato il vero sviluppo della cittadina, grazie soprattutto alla presenza di diverse industrie metalmeccaniche, chimiche, tessili e della fabbricazione di materie plastiche. Anche il terziario e le attività commerciali arricchiscono l’economia locale. Una forte crescita residenziale, a partire dagli anni ’80-’90, ha accompagnato lo sviluppo del territorio. Ottimamente collegata con Bologna, da cui dista solo 9 km, Castenaso gode anche della presenza della ferrovia Bologna-Portomaggiore. Oggi la popolazione ha superato i 15.000 abitanti e molti sono i bolognesi che hanno deciso di lasciare la città per trasferirsi in una realtà più tranquilla ma ugualmente ricca di servizi e comfort.
Le opere di Ediltecnica per Castenaso
Ediltecnica ha dato il proprio contributo alla crescita di Castenaso con diversi interventi residenziali e commerciali (vedete alcuni esempi in questa pagina). Nei primi anni 2000 ha realizzato nel centro del paese, in via Nasica, una palazzina di appartamenti. Tra il 2006 e il 2007 ha eseguito, a poco distanza, la ristrutturazione dell’ex pesa pubblica, ricavandone 6 appartamenti. Nel 2013 è stata la volta del complesso residenziale “La Perla”, due palazzine per un totale di 13 appartamenti, contraddistinto dalla copertura curva. Lo stesso anno Ediltecnica ha recuperato una vecchia corte contadina, in via Felicori nella frazione di Marano, realizzando otto unità. Una di queste, che di recente ha ottenuto la destinazione d’uso abitativa, è ancora al grezzo ed è in vendita con una totale possibilità di personalizzazione.
Nel 2018, infine, va ricordata la ristrutturazione di un’altra palazzina in via Nasica. La prossima primavera, come raccontato più in dettaglio nella pagina interna riguardante Castenaso, partiranno i lavori per la costruzione di una palazzina da 11 appartamenti di grande pregio in via dei Mille. Per quel che riguarda le realizzazioni non residenziali, vanno ricordate la sede della CEDISS Villanova di Castenaso (2007) e la ristrutturazione degli uffici della BCC di Castenaso a Villanova.

 

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